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Posted by on gen 23, 2017 in Blog | 0 comments

COLORE DELL’ANNO: TANTO RUMORE PER NULLA!

COLORE DELL’ANNO: TANTO RUMORE PER NULLA!

 

Ogni anno team di esperti tra interior designers, chimici, stilisti e trend watchers si arrovellano per decidere su quale colore si accenderanno i riflettori dell’anno che verrà. Come fosse l’elezione di miss universo, immaginiamo tutti i colori, in fila, fieri e attillati nella sfumatura della propria onda elettromagnetica, che si apostrofano a vicenda: “tocca a me…no a me…come sei chiassoso…e tu banale…!”

E’ un gioco di supremazia tra consessi diversi per definire trend di mercato e costringerci in stanze troppo fredde o troppo calde, buie cucine total black o abbaglianti soggiorni total white, giacche sgargianti o divanetti sbiaditi…trascurando in tal modo l’uso funzionale del colore nell’ambiente e le armocromie personali!

Al di la’ della critica, e’ interessante constatare come la gran voglia di colore ci porti a seguire sempre con curiosità  queste “premiazioni” annuali: la tendenza ha pur sempre la sua attrattiva! E i colori si fanno veicolo di messaggi ed espressione di speranze e sentimenti della società contemporanea, rendendo più intimo il rapporto tra gli oggetti e le persone.

Secondo gli esperti della Akzo Nobel, sara’ il “Denim Drift” a rappresentare le nostre vite per il 2017: una tonalità di grigio-blu “versatile, elegante, senza tempo, capace di presentare sfumature diverse a seconda dell’utilizzo, di catturare perfettamente il mood del momento”. Il “Denim Drift” è un colore fresco, sobrio e riposante, che celebra l’importanza delle cose semplici e genuine di una vita autentica, al riparo da contrasti e sovvertimenti sociali.

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Pantone invece tinge il 2017 di “Greenery 15-0343″: una tonalità di verde-giallo brillante, fresco e vitale che evoca la natura e la primavera, simbolo di un nuovo inizio ed “espressione di armonia in un mondo caotico – spiega Leatrice Eiseman, Executive Director del Pantone Color Institute – una speranza che nel 2017 si risolvano i complessi problemi sociali e politici sorti in questo periodo”.

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Ah, se i colori potessero parlare! Ci consiglierebbero di non darci tutto questo disturbo: loro sono tanti e a noi servono tutti! Anzi, non sono mai abbastanza. C’e’ infatti chi non si accontenta e, cercando nuove vie espressive, si chiede se sia possibile inventare un nuovo colore, come ci racconta Lia Luzzatto su Color Date. La sfida è stata lanciata da IACC Italia insieme a Tam-Tam (progetto di Massimo Caiazzo e Alessandro Guerriero) con la ricerca “tavolozza collettiva”: insieme a designers, studenti, studiosi, artisti e gente comune vogliono definire “i 1000 colori del nostro presente” fornendo un panorama espressivo approfondito, basato sulle preferenze cromatiche attuali, senza imposizioni dal mercato ma frutto di espressioni personali. I campioni cromatici di cm 10×10 campiti con le più diverse mescolanze sui più svariati materiali sono raccolti da IACC Italia in originale. In ordine di preferenza, ad oggi, le tinte emergenti preferite sono: blu (tra cui: Blu come tu mi vuoi, Blu cielo a Milano, Turqua), rosso (tra cui: Il vino che berrò, Sacroprofano, Aperol Spritz), verde (The Grin(ch), Verde Lucania), viola (Melanconia, Amnesia), marrone (Macchia di caffè, Salento finibus terrae), grigio (Grigio eclissi, Rimanenza, Morbida freddezza), rosa (Bacio rubato), arancione (Big carefull, Napoli), giallo (Giallo tortellino, Giallo di Castellabate), bianco (Pungente, Bianco Bianca), nero (Orbit black, Sussurro, Rimanenza), tutte sfumature per lo piu’ desaturate, prive di colori puri e brillanti.

IACC_TAVOLOZZA COLLETTIVA

Il naming è estremamente originale e i cromonimi usati caricano i prodotti espressivi di sensazioni, allusioni e preziose memorie personali, capaci di decorare nuove immagini di colori e cambiare il nostro universo di riferimento, facendolo spesso svanire, dando nuovo senso al mondo che ci circonda. “Perché inventare nuovi colori è cosa ricca di conseguenze” (cit. Giacomo Ghidelli).

TAM TAM – TAVOLOZZA COLLETTIVA: https://www.facebook.com/Tam-Tam-Tavolozza-Collettiva-244820875708584/

SIKKENS – COLOUR FUTURES 2017: http://www.sikkens.it/colori/tendenze_colore

PANTONE – COLOR OF THE YEAR 2017: http://www.pantone.com/color-of-the-year-2017

 

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Posted by on gen 8, 2017 in Blog | 0 comments

LE STAZIONI DELL’ARTE

LE STAZIONI DELL’ARTE

 

Viaggiando da New York a Stoccolma, passando per Budapest fino a Napoli, oggi aspettare la metro in ritardo non e’ piu’ una seccatura. Le viscere di queste citta’ sono state trasformate in veri e propri percorsi espositivi, dove chiunque ha la possibilita’ di godere della vista delle opere di artisti e designer di fama internazionale.

Stazione T-Centralen di Stoccolma, Svezia.

01_T-Centralen Station Stoccolma Svezia

Stazione M4 di Budapest, Ungheria.

02_Szent Gellért Square Budapest Ungheria

Questi nuovi spazi, che incoraggiano l’uso dei mezzi di trasporto pubblico e arricchiscono l’esperienza di viaggio attraverso l’arte, non sono piu’ solo luoghi di transito da attraversare velocemente per saltare sul primo treno, ma autentici musei aperti dove passeggiare ammirando straordinarie collezioni di public art, in un creativo mix di sapienza artigianale e tecnologia.

Nella Grande Mela, le quattro nuove stazioni della Second Avenue Subway sono state  le tele bianche di altrettanti celebri artisti che hanno dato vita a un grande intervento di arte pubblica permanente: attraverso la tecnica del mosaico, Jean Shin, Chuck Close e Vik Muniz hanno riprodotto i viaggiatori di ieri e di oggi, mentre Sarah Sze, con tessere di porcellana in diverse gradazioni di blu, ha rappresentato oggetti familiari – fogli di carta, ponteggi, uccelli, alberi e fogliame – che accompagnano il viaggiatore con un movimento vorticoso che prende velocità e intensità.

03_NY Lexington Avenue – 63rd Street JEAN SHIN Elevated

  06_NY Second Avenue–86th Street CHUCK CLOSE Subway Portraits

07_NY Second Avenue – 72nd Street VIK MUNIZ Perfect Strangers

09_NY Second Avenue–96th Street SARAH SZE Blueprint for a Landscape

Secondo il quotidiano inglese The Daily Telegaph  la stazione della metropolitana più impressionante e’ la spettacolare stazione Toledo di Napoli, progettata dall’architetto spagnolo Oscar Tusquets Blanca, primato confermato dalla CNN che l’ha eletta la più’ bella d’Europa. Qui il suggestivo percorso e’ scandito in verticale dall’alternarsi dei colori che rimarcano i vari livelli dello scalo. Nell’atrio pavimento e pareti sono neri come l’asfalto  della civiltà contemporanea, scendendo diventano color ocra  come il tufo napoletano, mentre al livello dei binari ci si immerge nell’azzurro della galleria del mare di Bob Wilson: un ambiente completamente mosaicato a motivi marini dominato da un grande pilastro decorato come un gigantesco zampillo di una fontana. Proseguendo, ai lati del corridoio sono collocati i light boxe, pannelli animati lenticolari, sempre di Bob Wilson, che raffigurano il mare increspato dalle onde.

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Sorprendente anche la stazione Universita’, firmata dagli architetti Karim Rashid e Alessandro Mendini come un percorso caratterizzato da effetti ottici geometrici e coloratissimi, dal rosa fucsia al verde acido.

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Sulle scalinate che accompagnano all’uscita,  spiccano i profili di  Dante Alighieri e Beatrice: un omaggio di Rashid al Sommo Poeta per riconoscere l’importante e vitale legame tra la cultura umanistica e i linguaggi dell’arte contemporanea, qui alla portata di tutti.

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Buon viaggio!

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