COROLLARIO
COLORE DELL’ANNO: TANTO RUMORE PER NULLA!
Ogni anno team di esperti tra interior designers, chimici, stilisti e trend watchers si arrovellano per decidere su quale colore si accenderanno i riflettori dell’anno che verrà. Come fosse l’elezione di miss universo, immaginiamo tutti i colori, in fila, fieri e attillati nella sfumatura della propria onda elettromagnetica, che si apostrofano a vicenda: “tocca a me…no a me…come sei chiassoso…e tu banale…!” E’ un gioco di supremazia tra consessi diversi per definire trend di mercato e costringerci in stanze troppo fredde o troppo calde, buie cucine total black o abbaglianti soggiorni total white, giacche sgargianti o divanetti sbiaditi…trascurando in tal modo l’uso funzionale del colore nell’ambiente e le armocromie personali! Al di la’ della critica, e’ interessante constatare come la gran voglia di colore ci porti a seguire sempre con curiosità queste “premiazioni” annuali: la tendenza ha pur sempre la sua attrattiva! E i colori si fanno veicolo di messaggi ed espressione di speranze e sentimenti della società contemporanea, rendendo più intimo il rapporto tra gli oggetti e le persone. Secondo gli esperti della Akzo Nobel, sara’ il “Denim Drift” a rappresentare le nostre vite per il 2017: una tonalità di grigio-blu “versatile, elegante, senza tempo, capace di presentare sfumature diverse a seconda dell’utilizzo, di catturare perfettamente il mood del momento”. Il “Denim Drift” è un colore fresco, sobrio e riposante, che celebra l’importanza delle cose semplici e genuine di una vita autentica, al riparo da contrasti e sovvertimenti sociali. Pantone invece tinge il 2017 di “Greenery 15-0343”: una tonalità di verde-giallo brillante, fresco e vitale che evoca la natura e la primavera, simbolo di un nuovo inizio ed “espressione di armonia in un mondo caotico – spiega Leatrice Eiseman, Executive Director del Pantone Color Institute – una speranza che nel 2017 si risolvano i complessi problemi sociali e politici sorti in questo periodo”. Ah, se i colori potessero parlare! Ci consiglierebbero di non darci tutto questo disturbo: loro sono tanti e a noi servono tutti! Anzi, non sono mai abbastanza. C’e’ infatti chi non si accontenta e, cercando nuove vie espressive, si chiede se sia possibile inventare un nuovo colore, come ci racconta Lia Luzzatto su Color Date. La sfida è stata lanciata da IACC Italia insieme a Tam-Tam (progetto di Massimo Caiazzo e Alessandro Guerriero) con la ricerca “tavolozza collettiva”: insieme a designers, studenti, studiosi, artisti e gente comune vogliono definire “i 1000 colori del nostro presente” fornendo un panorama espressivo approfondito, basato sulle preferenze cromatiche attuali, senza imposizioni dal mercato ma frutto di espressioni personali. I campioni cromatici di cm 10×10 campiti con le più diverse mescolanze sui più svariati materiali sono raccolti da IACC Italia in originale. In ordine di preferenza, ad oggi, le tinte emergenti preferite sono: blu (tra cui: Blu come tu mi vuoi, Blu cielo a Milano, Turqua), rosso (tra cui: Il vino che berrò, Sacroprofano, Aperol Spritz), verde (The Grin(ch), Verde Lucania), viola (Melanconia, Amnesia), marrone (Macchia di caffè, Salento finibus terrae), grigio (Grigio eclissi, Rimanenza, Morbida freddezza), rosa (Bacio rubato), arancione (Big carefull, Napoli), giallo […]
LE STAZIONI DELL’ARTE
Viaggiando da New York a Stoccolma, passando per Budapest fino a Napoli, oggi aspettare la metro in ritardo non e’ piu’ una seccatura. Le viscere di queste citta’ sono state trasformate in veri e propri percorsi espositivi, dove chiunque ha la possibilita’ di godere della vista delle opere di artisti e designer di fama internazionale. Stazione T-Centralen di Stoccolma, Svezia. Stazione M4 di Budapest, Ungheria. Questi nuovi spazi, che incoraggiano l’uso dei mezzi di trasporto pubblico e arricchiscono l’esperienza di viaggio attraverso l’arte, non sono piu’ solo luoghi di transito da attraversare velocemente per saltare sul primo treno, ma autentici musei aperti dove passeggiare ammirando straordinarie collezioni di public art, in un creativo mix di sapienza artigianale e tecnologia. Nella Grande Mela, le quattro nuove stazioni della Second Avenue Subway sono state le tele bianche di altrettanti celebri artisti che hanno dato vita a un grande intervento di arte pubblica permanente: attraverso la tecnica del mosaico, Jean Shin, Chuck Close e Vik Muniz hanno riprodotto i viaggiatori di ieri e di oggi, mentre Sarah Sze, con tessere di porcellana in diverse gradazioni di blu, ha rappresentato oggetti familiari – fogli di carta, ponteggi, uccelli, alberi e fogliame – che accompagnano il viaggiatore con un movimento vorticoso che prende velocità e intensità. Secondo il quotidiano inglese The Daily Telegaph la stazione della metropolitana più impressionante e’ la spettacolare stazione Toledo di Napoli, progettata dall’architetto spagnolo Oscar Tusquets Blanca, primato confermato dalla CNN che l’ha eletta la più’ bella d’Europa. Qui il suggestivo percorso e’ scandito in verticale dall’alternarsi dei colori che rimarcano i vari livelli dello scalo. Nell’atrio pavimento e pareti sono neri come l’asfalto della civiltà contemporanea, scendendo diventano color ocra come il tufo napoletano, mentre al livello dei binari ci si immerge nell’azzurro della galleria del mare di Bob Wilson: un ambiente completamente mosaicato a motivi marini dominato da un grande pilastro decorato come un gigantesco zampillo di una fontana. Proseguendo, ai lati del corridoio sono collocati i light boxe, pannelli animati lenticolari, sempre di Bob Wilson, che raffigurano il mare increspato dalle onde. Sorprendente anche la stazione Universita’, firmata dagli architetti Karim Rashid e Alessandro Mendini come un percorso caratterizzato da effetti ottici geometrici e coloratissimi, dal rosa fucsia al verde acido. Sulle scalinate che accompagnano all’uscita, spiccano i profili di Dante Alighieri e Beatrice: un omaggio di Rashid al Sommo Poeta per riconoscere l’importante e vitale legame tra la cultura umanistica e i linguaggi dell’arte contemporanea, qui alla portata di tutti. Buon viaggio!
UN COLORE FA CANTARE LA LAND ART
Gironzolando a piedi scalzi sulla passerella delicatamente ondeggiante sul lago di Iseo non si può immaginare il gran lavoro che c’e’ stato dietro e sotto, nelle profondità del lago e tra le sue sponde. Il tessuto colorato che la ricopre sembra essere l’unico tocco d’artista, il cui obbiettivo e’ far provare ai visitatori il contrasto tra la fluidita’ dell’acqua e la rigidita’ dei materiali utilizzati, legati alla terra. La modalita’ artistica attraverso cui CHRISTO, maestro dell’arte concettuale prestato alla land art, indaga i concetti nelle sue opere consiste nel celare un’architettura o un paesaggio con teli di cellophane neutro legati da corde. Dopo qualche tempo l’opera viene liberata e scoperta, l’attenzione viene di nuovo catturata, suscitando nuove sensazioni ed emozioni. Cosi’ successe a Roma 40 anni fa quando CHRISTO e sua moglie Jeanne-Claude impacchettarono come un salame la Porta Pinciana delle mura aureliane: dalle mie finestre vidi magicamente ricomparire l’antica porta con l’inconfondibile colore dell’antica Roma, sviluppando una nuova e consapevole affezione per le mura, panorama del mio quotidiano. Qui sul lago, invece, la novita’ consiste nel fare entrare nell’opera della natura il visitatore, che ci cammina all’interno e si impossessa del luogo in modo fisico ed emotivo. La chiave per entrare nell’opera sembra essere il colore della passerella che ne ricopre la superficie. In questo caso il colore svolge davvero la sua funzione secondo l’etimologia della parola che deriva dalla radice del verbo celare: il colore, infatti, ricopre le superfici nascondendole. L’artista lo ha denominato giallo dalia, ma è anche un giallo-oro o, come dicevano gli antichi Egizi, una rugiada solare solidificata, che per 16 giorni diventa un prezioso camminamento tra cielo e acqua! L’effetto e’ fortemente energetico e dinamico, coinvolge persone di ogni genere, unite solo dalla voglia di esserci, di andare avanti insieme, spesso a piedi nudi, sospinte con brio sulle passerelle ondulate intorno all’isoletta di S. Paolo e per le stradine di Sulzano e Monte Isola. 70.000 mq di tessuto di tela poliammidica di colore giallo, dal forte potere cangiante: alla luce del sole è dorato, mentre le pieghe stropicciate della tela producono ombre contrastanti e nei punti in cui è bagnata assume una colorazione arancio intenso. L’effetto sinestetico attivato attraverso la vista del colore puo’ magicamente far percepire suoni e un inno di gioia sembra nascere dal basso ed elevarsi al cielo, scandito dall’incedere dei piu’ disparati utenti, le cui grandi differenze sono cio’ che piu’ li rende simili. Nessun altro colore avrebbe prodotto questi effetti! Non lo statico grigio o il nero funereo. Non rosso o viola che nel contesto sarebbero apparsi innaturali ed eccentrici. Non blu o verde che si sarebbero confusi con l’acqua, trasmettendo insicurezza ai visitatori… Soltanto un dinamico ed energetico giallo dai toni caldi poteva essere il colore giusto che, abbinato e potenziato dalla forma a freccia della passerella, si staglia nel blu del lago e nel verde della natura circostante, dando vita a un gioco di colori complementari che si vivificano a vicenda, gareggiando con i propri opposti talenti […]
PER IL MATER DI OLBIA UN PROGETTO SENSORIALE CON I COLORI DEL MARE, DEL MIRTO E DEL FICO D’INDIA
Il 27 aprile 2016, l’ospedale MATER di Olbia, polo sanitario di eccellenza internazionale, ha aperto le porte a giornalisti, autorita’ e addetti del settore. L’ospedale e’ apparso vestito dei nuovi colori progettati da COLORE E SANITA’: il relooking cromatico fa parte del progetto di ripristino e ampliamento finanziato dalla Qatar Foundation Endowement, la cui realizzazione terminera’, per fasi successive, entro aprile 2017. In questa prima fase sono stati presentati atrio, hall di ingresso, connettivo, uffici, ambulatori generali e di pediatria. Il progetto cromatico si e’ dovuto confrontare con alcune preesistenze dell’edificio originario dell’ex San Raffaele, lasciato incompiuto, e con finiture cromatiche spesso inadeguate al ruolo funzionale del colore, promotore del benessere psicofisico e del comfort ambientale. La natura circostante ha ispirato il clima cromatico interno: colori che rimandano a sabbia, roccia, corteccia, alghe, mare cangiante dal blu al verde e al turchese, mirto e fico d’India… dialogano oggi con il bellissimo marmo di Orosei, le cui sfumature neutre e luminose coordinano tutti i nuovi colori, che devono fare i conti con la forte luminosità ambientale. Nei reparti le scelte cromatiche saranno volte ad adeguare gli ambienti alle specifiche funzioni in risposta agli aspetti psicologici, fisiologici dei fruitori (pazienti, operatori sanitari e visitatori), oltre che all’orientamento nei 50.000 mq di superficie coperta.
E’ FESTA DI COLORI CON CHIARA GRIFANTINI
E’ festa di colori con Chiara Grifantini al Salone del Mobile di Milano 2016. Se il colore e’ vissuto da Liebeskind come poesia dell’architettura, il colore dei tessuti di Chiara Grifantini e’ per noi poesia tattile, di pura bellezza e gioia di vita. Lei di notte sogna e di giorno mette in scena la sua immaginazione. Ce lo raccontano a gran voce gli splendidi tessuti di lino che dipinge a mano. I raffinati accostamenti rispecchiano la delicatezza della persona e la sapienza della giovane architetto nel progettare e realizzare, a macro scala, territori di stoffa decorati con moltitudini di piccoli segni vegetali. Per festeggiare i 60 anni di attivita’ di Rodo, storico marchio di pelletteria Fiorentina, Chiara inverte la scala e usa texture che rievocano in astratto grandi intrecci e pattern metallizzati che amplificano la forza cromatica, rendendo una piccola borsa un oggetto celebrativo di lusso, oggetto di desiderio per il consumatore, reso ancor piu’ irresistibile dall’unicita’ di una sola borsa per ogni anno compiuto: 60 stampe con cromie intense sui toni dei marroni, dall’ocra-dorato alle nuance piu’ fredde, del verde, viola, e blu, ciascuno personalizzato dalla sovrapposizione di linee in tinte complementari o della stessa luminosita’. Nell’elegante negozio di Rodo in Corso Matteotti, oltre la meta’ degli esemplari sono subito andati a ruba, confermando la straordinaria abilita’ di questa deliziosa donna che nella grigia Londra, dove vive e lavora, mantiene un dialogo sensoriale con il colore, di cui ci rende generosamente partecipi. Grazie Chiaretta! http://www.chiaragrifantini.com